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1st Italian International Conference Social Health Education and Training

Rovereto apripista italiana dell'educazione professionale. Ricerca e internazionalizzazione i punti chiave

ROVERETO – Grande soddisfazione per il convegno Educazione Professionale e Formazione che si è svolto il 30 e 31 gennaio 2015 al Dipartimento di Psicologia e Scienze Cognitive.
Ben 150 studiosi italiani ed europei si sono confrontati sulle attività di ricerca sugli interventi educativo riabilitativi e sulla formazione; un evento diretto a facilitare processi di internazionalizzazione accademica. Ha aperto la due giorni Remo Job, direttore del dipartimento che ospita il corso di educatori professionale in collaborazione con l’università di Ferrara.
Dopo i saluti e ringraziamenti agli organizzatori, ha sottolineato che il settore ha potenziali risvolti a livello politico, sociale ed individuale.  “Sono sicuro – ha concluso - che queste giornate saranno intense, ricche e produttive”. Violetta Plotegher

Violetta Plotegher assessore regionale alla previdenza sociale e consigliere provinciale ha spiegato che l’amministrazione supporta il percorso universitario di “questa professione strategica per le moderne politiche sociali e sanitarie. Siamo contenti di essere arrivati per primi ad organizzare questo convegno internazionale”.

Benny Andersen presidente dell’International Association of Social Educators AIEJI, in video collegamento da Copenaghen, ha incoraggiato a connettere la ricerca italiana con quella del resto del mondo ed ha invitato i presenti Benny Andersen al congresso mondiale di San Paolo del Brasile del 2017.

La ricerca italiana in educazione professionale sta muovendo i primi passi – ha affermato Dario Fortin responsabile scientifico del convegno - anche se in Italia le persone impegnate nelle relazioni di aiuto sono cinque milioni tra volontari e addetti, la politica nazionale non se ne è accorta; molti sono stati gli ostacoli per andare avanti. Negli ultimi vent’anni le sfide sono state importanti ma è mancata una programmazione pluriennale a danno delle persone più vulnerabili. Sono solo quattordici i corsi in Italia di educazione professionale e un investimento in ricerca quasi nullo”. Dario Fortin

Il convegno ha presentato numeri importanti: 55 lavori di ricerca su buone pratiche formative dentro e fuori l’università e 80 autori.
Con questo convegno stiamo costruendo una nuova comunità scientifica.
A questo scopo abbiamo creato www.explorans.it uno spazio aperto per comunicare i progressi della ricerca scientifica ci sono buone premesse -
ha concluso - per l’avvio di una rivista internazionale open access”.

Silvia Gherardi Silvia Gherardi professore emerito dell’unità di ricerca Rucola, ha spiegato che il sapere pratico ci permette di affrontare una variabilità di problemi perché la conoscenza è un’attività situata e non è facilmente esportabile. Adeguato l’esempio dell’arrampicata “il climbing come metafora dell’apprendimento che è efficace solo quando è contestualizzato perché la roccia ha forme differenti ogni volta”.


Juliet Koprowska, dipartimento di lavoro sociale dell’università di York in Inghilterra, ha esposto i suoi metodi di ricerca relativi agli apprendimenti (communication skills) con gli studenti universitari inglesi, cruciali per le professioni di aiuto Juliet Koprowska che vanno sostenuti da supporti di conoscenza e ricerca. Fondamentali gli incroci tra autovalutazione e valutazioni oggettive “cerchiamo di fare crescere la persona come essere umano – ha sottolineato - dobbiamo essere in grado di valutare gli educatori professionali quando sono in tirocinio attraverso le nuove tecnologie digitali”.

Siamo in un periodo di transizione – ha esordito Fabio Salviato di Febea (Federazione delle banche etiche alternative) - dobbiamo trovare soluzioni innovative ed originali per recuperare le relazioni umane“. Ha proposto soluzioni concrete per pianificare una nuova economia. Fabio Salviato Molti i settori che stanno dando ottimi risultati: energie rinnovabili, agricoltura biologica, bioedilizia, social housing e turismo responsabile. Ha illustrato buone pratiche che intercettano esigenze sociali: i social impact bond, obbligazioni ad impatto sociale già attive in Inghilterra e le fondazioni di comunità  “Lo sviluppo sostenibile è fondamentale non dobbiamo restare nei nostro mondi ma contagiarci – ha concluso – perché l’interesse più alto è quello di tutti”.


L’ultimo intervento di Alberto Zucconi presidente dell’ Istituto dell’approccio centrato sulla persona e direttore del World university consortium Alberto Zucconi si è concentrato sulla formazione delle professioni in ambito universitario “sarebbe importante dare una bussola efficace ancorata a valori etici”.  Ha proposto l’adozione della dichiarazione di Pozdan “per generare una autoconsapevolezza negli studenti e soluzioni efficaci ai problemi da affrontare” .

Il convegno è proseguito con sessioni di paper, workshop e poster: docenti, educatori, dottorandi e ricercatori hanno discusso  metodologie di ricerca e i risultati degli interventi educativi e della formazione universitaria.

I video del convegno
le gallery del 30 gennaio e del 31 gennaio
sliders
i posters del convegno
rassegna stampa
Per ulteriori informazioni: press@explorans.it 

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