E' venuta a mancare lunedì 9 marzo Adelaide Nicora Prodi la prima Coordinatrice della Scuola Triennale per Educatore Professionale di Trento, professoressa di Politiche della scuola per l'integrazione dei più fragili e di programmazione pedagogica, prima ad Assistenti Sociali e poi ad Educatrici ed Educatori professionali.
L’ultimo saluto si è svolto nella chiesa in provincia di Reggio Emilia dove era stato celebrato il mezzo secolo di matrimonio tra lei e il marito Paolo Prodi, già Rettore dell’Università di Trento. Giovedì 19 marzo è stato celebrato un momento in suo ricordo alle ore 20 presso la chiesa Santi Cosma e Damiano a Trento.
Assieme al biblista don Piero Rattin ha celebrato padre Giovanni Dalpiaz priore dell'eremo dei Camaldolesi di Garda e collega della professoressa. Presenti al momento di ricordo, i parenti stretti, amici e ex docenti ed ex studenti della Scuola Regionale di Servizio Sociale e di Educazione Professionale.
La professoressa Adelaide è stata fondamentale per la qualità culturale e lo spessore umanistico nella formazione degli Educatori Professionali in Trentino. Assieme al Direttore don Vittorio Cristelli (1931-2024) ha guidato un formidabile primo gruppo di docenti provenienti dalla formazione degli Assistenti Sociali e dal mondo sei servizi pubblici e del privato sociale del Trentino. La sua disponibilità, gentilezza e vicinanza affettuosa agli studenti è stata esemplare. Il suo entusiasmo e la sua genuina meraviglia ha contagiato il cuore di chi l’ha conosciuta.
Portare avanti la sua eredità epistemologica diventa una responsabilità sempre più urgente, in questo tempo di ingiustizie e violenze. Ne parleremo al Convegno "Formare educatori professionali" a Rovereto il 10 aprile 2026. Qui sotto il ricordo di Dario Fortin pubblicato sul quotidiano "il T".
Il ricordo di Dario Fortin: Una pioniera dell'educazione professionale italiana
La professoressa Adelaide Nicora Prodi è venuta a mancare lunedì scorso. Oggi l’ultimo saluto alle 14:30 nella chiesa dove era stato celebrato il mezzo secolo di matrimonio tra lei e il marito Paolo Prodi, già Rettore dell’Università di Trento. La settimana prossima giovedì 19 marzo verrà celebrato un momento in suo ricordo alle ore 20 presso la Chiesa Santi Cosma e Damiano a Trento.
La professoressa Adelaide è stata una figura fondamentale per la formazione degli educatori ed educatrici professionali in Trentino, in quanto Coordinatrice della Scuola Triennale per Educatore Professionale a partire dal 1986 quando era incardinata presso la Scuola Regionale di Servizio Sociale a Trento. Oggi la formazione è a carico dell’Università di Trento presso il Dipartimento di Psicologia e Scienze Cognitive di Rovereto e recentemente incardinata anche nella nuova Scuola di Medicina.
Nell’ottobre scorso, dopo tanto tempo avevo sentito la prof. Adelaide al telefono trovandola con la sua solita voce brillante, molto presente e curiosa come ricordavo di lei. E’ stato un momento molto bello che mi ha permesso di ricordare insieme i tempi in cui ero stato suo studente e aggiornarla sui frutti del suo preziosissimo lavoro iniziato 40 anni fa. L'ho invitata per tempo ad un convegno in programma il prossimo 10 Aprile a Rovereto, ma mi aveva escluso categoricamente la possibilità di esserci fisicamente e in cuor mio speravo in un supporto da parte di qualcuno per un breve saluto online.
Il convegno di studio si farà il 10 aprile in occasione dei 20 anni della nascita del Corso di Laurea in Educazione professionale e dei 40 anni dalla nascita della formazione in Trentino. Abbiamo in programma di fare il punto della formazione di questa importante figura professionale ed anche di celebrare questo compleanno assieme al nostro Rettore e ad altri testimoni privilegiati di questo significativo percorso. Si premierà anche la miglior tesi di laurea in memoria di Stefano Bertoldi.
La prof. Adelaide è stata fondamentale per la qualità culturale e lo spessore umanistico nella formazione degli Educatori Professionali in Trentino. Ha saputo prendersi cura degli oppressi dalle ingiustizie sociali, attraverso la preparazione di figure professionali in grado di affrontare problematiche sociosanitarie complesse. La sua visione era contraria all'assistenzialismo e al paternalismo. Credeva infatti negli educatori come "agenti di cambiamento sociale" in grado di impegnarsi non solo sulla riparazione dai danni subiti, ma anche sulla prevenzione e sull’analisi delle cause che producevano emarginazione e stigma sociale. La sua progettazione della formazione ha avuto la caratteristica pedagogica di un processo di liberazione dai costrutti mentali che vedono l'educazione come addestramento all'obbedienza. La sua era una pedagogia liberante capace di formare all'autorealizzazione, alla coscienza critica e alla responsabilità sociale.
Esperta di politiche di integrazione scolastica dei più fragili e di programmazione pedagogica, a metà degli anni Ottanta ha raccolto attorno a sé, assieme al Direttore don Vittorio Cristelli (1931-2024), un formidabile primo gruppo di docenti provenienti dalla formazione degli Assistenti Sociali e dal mondo sei servizi pubblici e del privato sociale del Trentino. Al momento della nascita il primo gruppo di insegnanti coinvolti nella progettazione metodologico didattica assieme alla dott.ssa Nicora Prodi erano: Vittorio Cristelli (Etica professionale), Bruno Bortoli (Politiche sociali), Maria Rosa Dossi (Metodologia della ricerca sociale), Fabio Folgheraiter (Psicologia dell’educazione), Carlo Merzi (Sociologia generale), rafforzati dal supporto di Renzo De Stefani (Psichiatria sociale), Dario Ianes (Pedagogia speciale), Livio Passalacqua (Metodi e tecniche dell’intervento educativo). La Scuola era convenzionata con l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, con il prof. Mario Groppo (1926-1998) che supervisionava l’intero impianto didattico coadiuvato dalla sua equipe del CRTI (Centro di Ricerca delle Tecnologie dell'Istruzione) in particolare con la psicologa dell’educazione Olga Liverta Sempio (1957-2024) e la psicoterapeuta Manuela Tomisich, anch’esse coinvolte da subito nell’insegnamento. L’organizzazione dei tirocini era affidata a Costanza Fedrigotti una giovane Assistente Sociale in grado di avviare la messa in rete della Scuola con le più importanti realtà di servizi sociosanitari pubblici e del privato-sociale convenzionato.
La sua disponibilità, gentilezza e vicinanza affettuosa agli studenti è stata esemplare. Il suo entusiasmo e la sua genuina meraviglia ha contagiato il cuore di chi l’ha conosciuta. Per quella generazione è stato un privilegio e un onore averla come professoressa “un po' mamma” e coordinatrice del corso per educatori. Sono convinto di poter interpretare il sentimento di circa mille educatrici e educatori formati secondo questa epistemologia e metodologia che si basava sulle conoscenze scientifiche e su robusti principi etici e costituzionali.
Dario Fortin
Professore di pedagogia generale e sociale
Responsabile del corso di laurea in educazione professionale dell'Università di Trento

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