Ucraina, Palestina, Iran. Ma anche Sudan, Myanmar, Nigeria: sono solo alcuni dei numerosi teatri di guerra attivi in questo momento. Mai così tanti dalla fine della Seconda guerra mondiale. In questo scenario di profonda incertezza, l’Università di Trento ha deciso di istituire il Laboratorio permanente sulla pace e sui conflitti. Non un semplice centro di analisi, ma uno spazio di dialogo critico, capace di generare conoscenza condivisa e di contribuire a una cultura della pace fondata sulla complessità, sull’ascolto e sul confronto argomentato. Ne parliamo su UniTrentoMAG del 14 marzo con Gianluca Esposito, direttore del Dipartimento di Psicologia e Scienze cognitive e ideatore dell’iniziativa.
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